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Intervista a un tecnico: com’è lavorare su un Ciao elettrico?
06 Gennaio 2026

Raccogliere le esperienze di chi trasforma ogni giorno i Ciao Piaggio in e-bike è un modo per raccontare il cuore del progetto Ambra Italia: persone appassionate, competenti, capaci di dare nuova vita a un mezzo storico con precisione artigianale e sguardo rivolto al futuro.
Oggi siamo a Pavia, dove abbiamo intervistato Giuseppe e Andrea di AG Moto, una delle nostre Officine Autorizzate. Ecco cosa ci hanno raccontato.

1. Ci racconti chi sei e che tipo di officina gestisci (o in cui lavori)?

Ciao, siamo Giuseppe e Andrea, insieme gestiamo un’officina di riparazione motocicli: AG Moto, nata a Pavia nel 2014, dopo oltre dieci anni di esperienza come dipendenti presso il Piaggio Center Bergamini Moto, sempre a Pavia.

2. Da quanto tempo collabori con Ambra Italia? Come hai conosciuto il progetto?

Collaboriamo con Ambra Italia da circa tre anni. Abbiamo scoperto il progetto tramite i social e, da appassionati di restauro e affezionati al marchio, ci siamo subito interessati.

3. Hai mai lavorato su un Ciao prima di entrare nel network Ambra?

Il Ciao è stato il nostro primo mezzo a motore, quello con cui abbiamo iniziato a riparare veicoli all’età di 13 anni, nel garage di casa.
Da allora, anche grazie agli anni di collaborazione con il gruppo Piaggio, abbiamo continuato a ripararli, restaurarli e – oggi – a trasformarli in e-bike.

4. Com’è stata la tua prima esperienza con la trasformazione di un Ciao in e-bike?

La prima esperienza, come anche l’ultima, è stata molto entusiasmante.
Conoscendo bene il mezzo non abbiamo avuto particolari problemi né sulla parte meccanica né su quella elettrica.
In più, siamo stati seguiti con attenzione dal creatore del progetto, il signor Tiberio.

5. Qual è la fase più affascinante o delicata del lavoro secondo te?

La fase più affascinante è quella in cui inizi a rimontare i primi componenti: ogni vite, ogni parte pulita, lucidata, riverniciata, dà soddisfazione.
Quella più delicata, invece, è senza dubbio il collegamento elettrico, che richiede precisione e attenzione ai dettagli.

6. Cosa pensi della qualità dei kit forniti? Sono facili da installare?

La qualità è buona: tutti i pezzi sono controllati e collaudati con cura prima della spedizione.
Il montaggio ha una difficoltà media, ma grazie ai manuali dettagliati le complicazioni si riducono moltissimo.

7. Ci sono delle accortezze o trucchi che hai imparato con l’esperienza?

Con ogni trasformazione si impara qualcosa di nuovo.
I tempi di montaggio si riducono, e si scoprono piccoli trucchi per risolvere rapidamente eventuali problemi che si possono presentare.

8. Hai mai avuto un caso particolare o curioso da raccontare?

Il Ciao più disastrato che abbiamo trasformato è stato proprio il primo.
Era abbandonato da anni, in condizioni pessime: viti bloccate, fari fissati sui parafanghi, portapacchi arrugginito… Lo smontaggio e il ripristino hanno richiesto molto lavoro.
Ma alla fine, una soddisfazione immensa!

9. Cosa ti piace di più nel lavorare su un mezzo storico che torna in vita?

Il Ciao è un simbolo italiano, come la Vespa o la Fiat 500.
Ha accompagnato generazioni di ragazzi per tre decenni.
Vederlo risorgere e sapere che continuerà a vivere, anche in versione elettrica, è una grandissima emozione.

10. Cosa dicono i clienti quando ritirano il loro Ciao trasformato?

La gioia e l’entusiasmo dei clienti sono evidenti fin dalle prime fasi di lavorazione, ma alla consegna del veicolo diventano contagiosi.
Nonostante l’investimento richiesto, il sorriso del cliente ripaga di tutto.

11. Secondo te, perché questo tipo di lavoro è diverso da una normale riparazione?

Perché una normale riparazione raramente ti restituisce lo stesso coinvolgimento emotivo.
Qui invece si parla di ricordi, di passione, di un mezzo che torna a vivere in modo nuovo.

12. Come vedi il futuro della mobilità leggera e della trasformazione elettrica?

Il futuro andrà sicuramente verso l’elettrico, ma pensiamo che il motore a scoppio non scomparirà a breve. Potrebbero arrivare nuove soluzioni di alimentazione, come l’idrogeno.

13. Hai un sogno o un progetto che ti piacerebbe realizzare in questo ambito?

Dopo il Ciao elettrico, AG Moto sogna di realizzare una Vespa elettrica.
Sarebbe un altro passo importante nella storia della mobilità leggera Made in Italy.

14. C’è qualcosa che vorresti dire ai lettori del blog o ai clienti che stanno pensando di trasformare il loro Ciao?

Cari lettori, se il Ciao ha significato qualcosa per voi, cosa aspettate?
Ridategli vita!
Siamo sicuri che ne rimarrete soddisfatti.

 

 

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